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Il tasso di riferimento per i movimenti di soldi tra banche, Euribor, che poi inevitabilmente coinvolge il portamonete del consumatore, stà continuando a scendere e si avvicina ai minimi storici di riferimento, attorno al 2.50%.
Ancora più bassa di conseguenza la rata per i fortunati possessori di mutuo a tasso variabile; il dramma, come riferiscono le associazioni dei consumatori, riguarderà chi invece il mutuo lo deve ancora sottoscrivere: è questo infatti il terreno fertile sul quale la banca potrà coltivare l’albero dei suoi interessi, gicando senza regole definite con gli spread.
Se fino ad ottobre dello scorso anno infatti il valore degli spread si attestava attorno allo 0.80%, per non perdere tutto il profitto ad oggi tale valore raggiunge anche l’1.70%.
Le associazioni chiedono, e noi non possiamo che far eco a questa richiesta, che il totale del tasso applicato sia posto in linea con gli standard Europei, cosa che porterebbe nelle tasche del titolare di mutuo un risparmio anche di oltre mille euro all’anno, mica spiccioli direi!
In questo clima si “salva” lo Stato, il quale non dovrà applicare le norme per l’emergenza, visti i tassi scesi al di sotto di tale soglia; per fare due conti della serva, si ricordi che per un mutuo trentennale di 200mila euro il risparmio mensile ad oggi può superare ampiamente i 300 euro al mese.
Ricordate anche il documento di chiarezza obbligatorio da marzo!
Grazie, Marco Bona










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