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La certificazione energetica per gli edifici è un certificato, appunto, dal quale riusciamo a capire il grado di coimbentazione ed isolamento di un determinato edificio e quanto questo di conseguenza sia in grado di contribuire al risparmio energetico.
In base a parametri ben precisi, alla fine della valutazione si attribuisce all’edificio esaminato una classe energetica di appartenenza, come si fa per gli elettrodomestici, che va da “G” ad “A+”; avremo così una sintesi immediata e trasparente dell’immobile che ad esempio ci accingiamo ad acquistare.
Come abbiamo già detto negli scorsi articoli, è di fondamentale interesse per il consumatore conoscere la classe energetica dell’immobile in vendita, essendo questo un parametro che incide notevolmente sul valore dello stesso.
Il certificato energetico dell’edificio comprende quindi i dati sulla sua efficienza energetica; il rispetto o meno delle vigenti normative relative al risparmio energetico; la classe energetica di appartenenza.
La certificazione è obbligatoria dal 1° luglio 2007 per il trasferimento a titolo oneroso degli edifici con superficie superiore ai mille metri quadrati; dal 1° luglio 2008 l’obbligo si è esteso anche agli edifici con superfici minori, fatta eccezione per le singole unità; dal 1° luglio 2009 l’obbligo sarà esteso anche alle singole unità immobiliari, sia di nuova costruzione che esistenti.
Il problema nasce quando vendo o do in locazione il mio immobile: c’è o meno l’obbligo di allegare la certificazione?
In Piemonte, la legge regionale prevede tale allegazione; fino a che non ci sarà una legge a carattere nazionale,nelle regioni in cui la legge non prevede altro, non vi è l’obbligo di allegare il certificato energetico.
Grazie,










Anche questo un interessantissimo articolo credo molto utile per chi deve sceglere casa: ma perchè non fate una sezione specifica sulla bioedilizia?