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Mandorle, deliziose, ricche di vitamina E e magnesio, utilizzate da innumerevoli culture culinarie, sia nel salato che nel dolce, ma come dico sempre anche qui stiamo attenti alla qualità, con un occhio di riguardo al prodotto italiano.
Siamo in Sicilia, per la precisione nei comuni di Avola e di Noto, luoghi d’eccellenza per mandorli ed oliveti, ma questo è facile lo sappiate già. Avrete di sicuro notato che la buccia delle mandorle (spesso californiane) che solitamente acquistiamo nei market è molto più morbida e di facile rottura rispetto a quella delle mandorle nostrane; non badate solo alla facilità nell’apertura, ricordate invece che se tale buccia è morbida, la mandorla sarà più facilmente attaccata dagli insetti, quindi il produttore sarà costretto a trattare il prodotto con agenti chimici antiparassitari. Questo per le mandorle “supercorazzate” di casa nostra non succede, si difendono da sole.
Nocciole, buonissime, ricchissime anch’esse di vitamina E, fonte di benessere, coltivate da tempi immemori per la loro bontà e per le loro proprietà anticolesterolo, e non per ultimo, ingrediente base della crema da spalmare più famosa del mondo, la Nutella. Io consiglio quelle piemontesi, nello specifico la “nocciola tonda gentile delle langhe“, insignita del marchio IGP. Ricche di un olio simile in proprietà a quello di oliva, è un prodotto pregiato e di qualità, per chi come noi è sempre più attento agli aspetti nutrizionali del prodotto. Eccellenza Italiana, costa il giusto, non pensiate che il viaggio che si fanno le altre nocciole dall’estero costi poco, in termini di denaro ed inquinamento. Noci, meravigliose, aiutano ad abbassare il colesterolo cattivo ed a mantenere elastiche le arterie; solo un piccolo consiglio: a parte il prodotto italiano, ottime le romagnole o le siciliane di Motta Camastra; ricordate di preferire quelle con il guscio nero, magari con ancora traccia di mallo attorno, meno belle a vedersi nel cesto di Natale ma di sicuro più sane: le noci infatti che vediamo con i gusci pulitissimi, per essere così hanno subito un trattamento chimico superficiale, che non è detto in parte non penetri fino al gheriglio.
Chiedo scusa a tutte le altre squisitezze tra la frutta secca, arachidi, pistacchi di Sicilia, piuttosto che fichi o uva, troveranno di sicuro spazio più avanti, anche grazie ai vostri suggerimenti.
Ciao e grazie, Marco Bona










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